ENOTURISMO: ECCO COS’E’ CAMBIATO!

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L’11 dicembre 2019 sono state approvate le modifiche alla legge regionale 30 del 2003, che oltre ad inserire la parola ENOTURISMO nei vari articoli, aggiunge dettagli e linee guida utili per il suo svolgimento.

Analizziamo questi punti nello specifico, partendo dalla definizione di ENOTURISMO sotto la quale si convogliano tutte le attività di conoscenza del vino svolte nel luogo di produzione, le visite nei luoghi di coltura, produzione ed esposizione degli attrezzi utilizzati, la degustazione e la commercializzazione dei vini anche in abbinamento ad alimenti, iniziative didattico/ricreativo in cantina e vigna.

CHI PUO’ FARLO?

Dall’imprenditore che svolge attività di viticultura, alle cantine sociali, passando dai consorzi di tutela ai comitati di gestione delle strade del vino. Il vincolo è che l’avvio delle attività devono essere presentate mediante STAR allo SUAP del comune, mentre, se l’attività di Enoturismo viene svolta nell’ambito dell’agriturismo si rimanda a gli adempimenti degli articoli 7 e 8 per la presentazione della DUA e della SCIA.

Che requisiti bisogna avere per svolgere le attività di Enoturismo?

RUOLO

Intanto c’è da dire che, la persona all’interno dell’azienda a ricoprire questo ruolo, può essere chiunque, non obbligatoriamente il titolare, ma anche un familiare coadiuvante o di un socio delegato o di un collaboratore esterno che devono avere la conoscenza delle caratteristiche del territorio, l’importante è che possieda almeno uno di questi riconoscimenti:

  • Qualifica di imprenditore agricolo professionale (IAP)
  • Diploma di enologo
  • Dichiarazione di aver svolto in ambito vitivinicolo nei 5 anni precedenti all’ apertura dell’attività, completare la dichiarazione con indicazione delle aziende e ai periodi
  • Attestato di frequenza di un corso di formazione di attività vitivinicola

SVOLGIMENTO ATTIVITÀ

Gli standard minimi d’applicare sono:

  1. Apertura annuale o stagionale di minimo 3 giorni a settimana compresi domenica, prefestivi e festivi
  2. Prenotazioni delle visite informatici
  3. Cartello da affiggere contenente Orari di apertura, tipologia del servizio offerto e le lingue parlate.
  4. Sito o pagina web in italiano ed inglese
  5. Indicazione dei parcheggi
  6. Materiale informativo dell’azienda, dei prodotti in almeno 3 lingue
  7. spazi adeguati e attrezzati all’accoglienza
  8. attività di degustazione effettuata in calici che non alterino le proprietà organolettiche
  9. polizza assicurativa per la responsabilità civile nei confronti dei visitatori

ATTIVITÀ DI DEGUSTAZIONI

L’aspetto importante da rispettare è: se le attività di degustazione di vino in abbinamento a prodotto agroalimentari non sono svolte in ambiente agrituristico, l’abbinamento ai prodotti deve avvenire con prodotti agroalimentari freddi preparati dall’azienda stessa, rispettando i requisiti igienico-sanitari in prevalentemente per le produzioni locali e tipiche della Toscana (DOP, IGP, produzioni ottenute con metodo biologico).

Possiamo dire, che, con queste modifiche, le aziende ottengono una notevole diversificazione del reddito agricolo derivante dall’ambito enologico, maggiore visibilità alle attività e un importante ampliamento dello spazio dedicato a degustazioni, visite guidate nei vigneti, iniziative didattiche, culturali, formative o ricreative.

In tutto questo, noi di STUDIO CEAA, come ti possiamo aiutare?

Semplice!! in tutto quel che c’è da fare.

Dalle valutazioni iniziali per determinare le reali possibilità di attuazione, alla realizzazione della documentazione utile, alla consulenza su tutti i possibili dubbi in merito.

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