ENOTURISMO – Modifica Legge Regionale

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Modifica alla Legge regionale 30/03 (Disciplina delle attività agrituristiche, delle fattorie didattiche e dell’enoturismo in Toscana) ovvero Legge regionale n. 76 dell’11 dicembre 2019 disciplina delle attività di enoturismo.

In sintesi sono disciplinate da questo provvedimento “tutte le attività di conoscenza del vino espletate nel luogo di produzione, le visite nei luoghi di coltura, di produzione o di esposizione degli strumenti utili alla coltivazione della vite, la degustazione e la commercializzazione delle produzioni vinicole aziendali, anche in abbinamento ad alimenti, le iniziative a carattere didattico e ricreativo nell’ambito delle cantine e dei vigneti”. La legge stabilisce le modalità di avvio dell’impresa, chi sono i soggetti che possono fare enoturismo, i requisiti degli operatori e i requisiti e gli standard minimi di esercizio. E’ costituito anche un albo degli operatori, mentre il compito di effettuare controlli e applicare sanzioni viene demandato alla Regione. Si prevede, ad esempio, che oltre all’imprenditore agricolo singolo o associato che svolge attività di vitivinicoltura, possano avviare l’attività anche i comitati di gestione delle Strade del vino, le cantine sociali cooperative e i loro consorzi e i Consorzi di tutela dei vini a denominazione e indicazione geografica. Tra i requisiti e gli standard minimi di qualità per svolgere le attività di enoturismo, si chiede un’apertura annuale di un minimo di tre giorni a settimana; strumenti per la prenotazione delle visite; materiale informativo sull’azienda e sui suoi prodotti, stampato in almeno tre lingue; ambienti dedicati all’accoglienza; attività di degustazione del vino all’interno delle cantine e delle aziende agricole.

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